Expedia penalizzata da Google per una campagna di “negative SEO” ?

La notizia è stata comunicata, da poche ore, da Usa Today.

Secondo il magazine, Expedia potrebbe essere stata colpita da una campagna di “negative SEO“, per aumentare il proprio ranking nella classifica dei siti di viaggi sulle ricerche di Google.

Lo afferma un’analisi effettuata da parte della società Searchmetrics che ha scoperto i problemi.

Il sito di Expedia ha perso il 25% della sua visibilità in Google tra 12 Gennaio 2014 e il 19 Gennaio 2014, dopo che sono state individuate delle massicce azioni SEO per aumentare il proprio traffico online attraverso attività di link a pagamento da altri siti.

Le principali tecniche utilizzate per aumentare la visibilità di Expedia, sono state talmente “grossolane” che sarebbe sorprendente se la società da sola fosse stata la responsabile per lo schema di link building effettuato in modo “massiccio” in così poco tempo.

Secondo Tober si ipotizzano 3 strade:

1) Expedia potrebbe aver utilizzato tecniche di link building artificiale, anni fa, e la società ha dimenticato che l’hanno fatto ed hanno lasciato i text links “artificiali” sul web che sono stati individuati dagli ultimi aggiornamenti dell’algoritmo di Google (non sempre Google comunica i propri aggiornamenti al proprio algoritmo – ndr)

2) Qualche reparto all’interno di Expedia, o una società esterna, web agency, sta ancora utilizzando queste tecniche obsolete, considerato che Expedia è una grande azienda, con molti SEO, e diverse squadre che lavorano con diverse web agency, per cui è possibile che un reparto interno ad Expedia è il responsabile.

3) Un concorrente di Expedia ha costruito questi text links in passato, nel corso di un lungo periodo di tempo, per fare fuori Expedia. Questa strategia, nota come “negative SEO”, è diventata più comune negli ultimi anni.

Dave McNamee, un portavoce di Expedia, ha rifiutato di commentare.

Qualunque sia la ragione, il posizionamento su Google di Expedia in importanti risultati di ricerca legati ai viaggi è stato colpito duramente. Ad esempio, in una ricerca su Google usando la parola “hotel”, il sito di Expedia non è apparso in nessuna delle prime pagine dei risultati, mentre in passato, il sito di expedia.com sarebbe apparso al numero 3 sulla prima pagina di Google, secondo Tober.

Secondo l’analisi di Searchmetrics, la parola “hotel” è stata utilizzata più di 15.000 volte in un “anchor text” su molti siti web per creare text link al sito principale di Expedia.

La cosa ancor più sospetta è che il colore utilizzato per questi text link è bianco su uno sfondo bianco, così la maggior parte dei visitatori del sito, non avrebbe visto le parole e il text link.
Questa è una tecnica SEO obsoleta di circa 10 anni fa, ha detto Tober.

Tutti questi elementi sostengono la tesi che l’episodio di Expedia su Google possa essere stato causato da “negative SEO“.